DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 giugno 2009
  Proroga  dello  stato di emergenza in relazione alla situazione di
inquinamento  e  di  crisi idrica in atto nel territorio dei comuni a
sud  di  Roma,  serviti dal Consorzio per l'acquedotto del Simbrivio.
(09A06986)

                            IL PRESIDENTE
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

  Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
  Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
  Visto  il  decreto-legge  7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
  Visto  il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
4  luglio  2008,  con cui e' stato prorogato lo stato di emergenza in
relazione  alla  situazione di inquinamento e di crisi idrica in atto
nel  territorio  dei  comuni a sud di Roma, serviti dal Consorzio per
l'acquedotto del Simbrivio;
  Considerato  che la dichiarazione dello stato di emergenza e' stata
adottata per fronteggiare situazioni che per intensita' ed estensione
richiedono l'utilizzo di mezzi e poteri straordinari;
  Vista  la  nota  del  19  gennaio 2009, con cui il Prefetto di Roma
chiede  la  proroga  dello  stato  d'emergenza al fine di contrastare
l'emergenza  idrica  e  l'inquinamento  ambientale  nei territori dei
Castelli Romani serviti dall'acquedotto del Simbrivio;
  Viste  le  note  del  29  gennaio  e  del 16 marzo 2009, con cui il
Commissario  delegato per l'emergenza idrica nei territori dei comuni
serviti dal Consorzio per l'acquedotto del Simbrivio ha rappresentato
la necessita' di prorogare lo stato d'emergenza;
  Considerato  che  la  predetta  situazione  di  emergenza permane e
comporta  la  necessita'  di  portare  a  compimento  il  piano degli
interventi  straordinari predisposti dal Commissario delegato al fine
di  giungere  al  completo superamento della situazione di criticita'
nonche'  porre  in  essere  i  necessari  adempimenti  finalizzati ad
assicurare  nei  comuni  interessati  l'approvvigionamento  idrico in
deroga alla normativa vigente;
  Viste  le  note del presidente della regione Lazio del 24 febbraio,
del  9  e  del  31 marzo 2009 ed in particolare la nota del 23 aprile
2009  con  cui  nel  chiedere  un'ulteriore  proroga  dello  stato di
emergenza   al  fine  di  rimuovere  definitivamente  la  persistente
situazione  di  criticita'  e gli ostacoli alla ripresa delle normali
condizioni  di  vita,  la  medesima Regione ha trasmesso una nota del
Dipartimento territorio - Direzione regionale ambiente e cooperazione
tra  i  popoli  con cui si ipotizza che, ove non venisse prorogato lo
stato  di  emergenza, la situazione di inquinamento e di crisi idrica
potrebbe   subire  un  aggravamento  anche  in  considerazione  della
stagione estiva;
  Ritenuto, quindi, che ricorrono nel caso di specie i presupposti di
cui all'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, per la
concessione di un'ulteriore proroga dello stato di emergenza;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 giugno 2009;

                              Decreta:

  Ai  sensi  e  per  gli effetti dell'art. 5, comma 1, della legge 24
febbraio  1992,  n.  225,  in  considerazione  di  quanto espresso in
premessa,  e'  prorogato,  fino  al  31  dicembre  2009,  lo stato di
emergenza  in  relazione  alla  situazione di inquinamento e di crisi
idrica  in  atto nel territorio dei comuni a sud di Roma, serviti dal
Consorzio per l'acquedotto del Simbrivio.
  Il  presente  decreto  verra'  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

   Roma, 12 giugno 2009

                                            Il Presidente: Berlusconi