PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
COMUNICATO
Atto di indirizzo operativo per fronteggiare gli incendi boschivi
durante la stagione estiva 2009. (09A07004)
Al presidente della regione Abruzzo
Al presidente della regione Basilicata
Al presidente della regione Calabria
Al presidente della regione Campania
Al presidente della regione
Emilia-Romagna
Al presidente della regione
Friuli-Venezia Giulia
Al presidente della regione Lazio
Al presidente della regione Liguria
Al presidente della regione Lombardia
Al presidente della regione Marche
Al presidente della regione Molise
Al presidente della regione Piemonte
Al presidente della regione Puglia
Al presidente della regione Sardegna
Al presidente della regione Siciliana
Al presidente della regione Toscana
Al presidente della regione Umbria
Al presidente della regione Valle
d'Aosta
Al presidente della regione Veneto
Al presidente della provincia autonoma
di Bolzano
Al presidente della provincia autonoma
di Trento
e.p.c. all'on. Raffaele Fitto Ministro
per i rapporti con le regioni
Nel fornire come di consueto, in vista della prossima stagione
estiva, gli essenziali «indirizzi operativi», ai sensi dell'art. 5,
della legge 9 novembre 2001, n. 401, affinche' siano adottate tutte
le iniziative necessarie a prevenire e a fronteggiare gli incendi
boschivi ed ogni situazione di emergenza conseguente, desidero
condividere con le SS.LL. i risultati ottenuti nella scorsa stagione
estiva 2008.
Pur a fronte di condizioni meteo-climatiche meno favorevoli
all'innesco di quelle manifestatasi tragicamente nel 2007, e'
doveroso dare il giusto rilievo all'impegno che nel 2008, ciascuno
per le proprie competenze, ha messo in campo con efficacia, facendo
emergere al contempo con chiarezza, la centralita' di mantenere e di
potenziare il concorso organizzato di tutti gli attori, di cui alla
legge 21 novembre 2000, n. 353, nonche' alla legge 24 febbraio 1992,
n. 225 ed alle rispettive e reciproche competenze attribuite agli
stessi.
Infatti, oggi, il Paese e' piu' cosciente degli effetti tragici
che puo' assumere un incendio boschivo che, spesso, per la
particolare antropizzazione del nostro territorio, e' in grado di
interessare rapidamente aree rurali e urbane per il quale va
assicurata una risposta sia con gli ordinari strumenti di lotta
attiva, che con una adeguata pianificazione di protezione civile a
livello comunale o intercomunale.
Sono nella memoria di tutti gli eventi dell'estate 2007, che hanno
evidenziato una fragilita' dei sistemi comunali, a cui spetta la
prima risposta di protezione civile, tale da richiedere, per
l'impiego straordinario di uomini e mezzi, la dichiarazione di uno
stato di emergenza, conclusosi lo scorso 30 settembre 2008.
I risultati di quella gestione, relativi all'adozione di una
pianificazione comunale con riferimento al rischio di incendi di
interfaccia ed alla compilazione del catasto delle superfici percorse
dal fuoco, in oltre il settanta per cento dei comuni interessati,
hanno dimostrato l'efficacia delle strategie e delle soluzioni
utilizzate. La sinergia tra regioni, province, prefetture - uffici
territoriali di Governo, Corpo forestale dello Stato, Corpo nazionale
dei vigili del fuoco e Dipartimento della protezione civile, espressa
nei Gruppi di supporto alla pianificazione, ed il «Manuale operativo
per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di
emergenza» sono strumenti che possono continuare ad essere un utile
riferimento per le SS.LL., in assenza di analoghi documenti adottati
in sede regionale.
Piu' in generale, e' doveroso richiamare l'attenzione sui
contenuti della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
concernente «Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze»,
emanata il 3 dicembre 2008, al fine di garantire la capacita' di
allertamento, di attivazione e di intervento del sistema di
protezione civile a fronte di eventi calamitosi.
La recente esperienza del sisma, che ha colpito la regione Abruzzo
lo scorso 6 aprile 2009, ha dimostrato nella pratica quanto
l'efficiente gestione del flusso delle informazioni tra i diversi
soggetti coinvolti e l'attivazione ed il coordinamento delle
componenti del Servizio nazionale di protezione civile, siano
fondamentali per la risposta che il sistema deve poter garantire.
Ecco, quindi, che il modello organizzativo per la gestione
dell'emergenza descritto nella citata direttiva, con l'indicazione
degli interventi prioritari da disporre a livello nazionale per
supportare adeguatamente la risposta locale di protezione civile,
deve essere fatto proprio da tutti i soggetti ivi indicati.
Al contempo, per garantire il monitoraggio e la sorveglianza del
territorio nazionale, con il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 3 dicembre 2008, e' stato definito e approfondito il
ruolo di SISTEMA, struttura di coordinamento presso la Sala
Situazione Italia del Dipartimento della protezione civile, al fine
di migliorare l'efficacia dell'intero sistema nazionale
nell'individuare le situazioni emergenziali previste e/o in atto,
seguirne l'evoluzione, nonche' di allertare e attivare le diverse
componenti e strutture operative, che concorrono alla gestione
dell'emergenza.
Inoltre, per incrementare l'efficacia e l'efficienza del sistema
di risposta, sul piano del potenziamento della flotta di Stato e del
miglioramento del suo sistema di comando e controllo, sono stati
acquisiti nuovi velivoli Fire Boss e Canadair, nonche' e' in via di
completamento l'introduzione su tutti gli aeromobili del Dipartimento
della protezione civile di un sistema di radiolocalizzazione
satellitare.
Quanto sopra partecipa a realizzare una complessiva e pronta
risposta se preceduto ed assistito dalle attivita' di previsione,
sorveglianza e valutazione degli eventi attesi e/o in atto,
realizzate attraverso la rete dei Centri Funzionali e la stretta
interconnessione di questi ultimi con le sale operative regionali e
statali, in particolare del Dipartimento.
Pertanto, in un'ottica di sinergia e di coordinamento,
nell'indicare, ai sensi dell'art. 1, comma 1, del decreto-legge 31
maggio 2005, n. 90, convertito dalla legge 26 luglio 2005, n. 152,
l'inizio della prossima campagna estiva al 15 giugno 2009 e il
termine al 30 settembre 2009, al fine di garantire una risposta
tempestiva ed efficace, sia di contrasto agli incendi boschivi, sia,
eventualmente, di protezione civile, vogliano le SS.LL. organizzare
le proprie attivita' secondo le seguenti indicazioni:
a) Attivita' di previsione e prevenzione:
promuovere la definitiva attivazione, il potenziamento e
l'ampliamento presso ciascuna regione e provincia autonoma di tutti i
Centri Funzionali Decentrati, di cui alla direttiva del Presidente
del Consiglio dei Ministri emanata il 27 febbraio 2004, anche
sviluppando adeguatamente i diversi settori di rischio ed in
particolare quello preposto alle attivita' di previsione,
monitoraggio e sorveglianza delle condizioni di pericolosita' e di
rischio determinate dagli incendi boschivi e di interfaccia;
assicurare la diffusione alle province ed ai comuni del
Bollettino nazionale di suscettivita' all'innesco di incendi
boschivi, qualora non siano disponibili omologhe informative dei
Centri Funzionali Decentrati, emesso quotidianamente fin dal 2004 dal
Centro Funzionale Centrale del Dipartimento della protezione civile e
reso disponibile alle regioni, alle province autonome, alle
prefetture - Uffici territoriali del Governo, al Corpo forestale
dello Stato ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
porre in essere ogni azione a carattere preventivo, anche diretta
agli enti locali, per la riduzione del rischio di innesco e di
propagazione degli incendi boschivi, in particolare nelle fasce
perimetrali delle zone antropizzate, delle infrastrutture strategiche
e della rete viaria, anche attraverso la minimizzazione della massa
combustibile e la realizzazione di fasce di salvaguardia, nel
rispetto del patrimonio forestale, del paesaggio e dei beni
ambientali;
porre in essere ogni possibile azione propulsiva affinche' i
comuni interessati dagli incendi boschivi, ai sensi dell'art. 10,
della legge n. 353 del 2000, istituiscano e proseguano nel tempestivo
aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco sulla base,
quantomeno, dei dati contenuti nel Sistema Informativo della Montagna
curato dal Corpo forestale dello Stato, o comunque disponibili presso
sistemi regionali;
migliorare e potenziare l'organizzazione ed il coordinamento del
volontariato ai diversi livelli territoriali, in particolare, nelle
attivita' di sorveglianza, vigilanza e di presidio del territorio,
nelle aree e nei periodi di maggior rischio.
b) Attivita' di pianificazione ai sensi della legge quadro sugli
incendi boschivi:
assicurare, ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge n. 353 del
2000, la revisione annuale del Piano regionale per la programmazione
delle attivita' di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli
incendi boschivi, redatto secondo l'architettura dettata dal decreto
ministeriale 20 dicembre 2001, avendo cura di evidenziare gli
obiettivi prioritari da difendere, al fine di supportare l'attivita'
decisionale in fase di difesa e di contrasto agli incendi;
assicurare il necessario raccordo tra il predetto Piano regionale
ed i Piani per i Parchi e le Riserve Naturali dello Stato predisposti
dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
ai sensi dall'art. 8, della legge n. 353 del 2000;
definire intese su base locale e sottoscrivere specifiche
convenzioni, cosi' come previsto dall'art. 7, della legge n. 353 del
2000, con il Corpo forestale dello Stato e con il Corpo nazionale dei
vigili del fuoco che, oltre a tenere in debito conto componenti
significative quali operai forestali e volontari, valorizzino,
compatibilmente con gli ordinamenti regionali e nell'ambito della
pianificazione regionale nella lotta attiva agli incendi boschivi, i
contenuti dell'Accordo quadro sottoscritto in materia dai rispettivi
Dicasteri lo scorso anno, favorendo l'uniformita' e l'ottimizzazione
delle procedure operative di intervento nelle attivita' di contrasto
a terra degli incendi e definendo chiaramente chi ne assume la
direzione ed il coordinamento nel caso di soprassuoli prevalentemente
forestati, oppure prevalentemente antropizzati.
c) Attivita' di pianificazione di protezione civile:
assicurare, in accordo con gli enti e le amministrazioni
competenti ai diversi livelli territoriali, ogni possibile azione di
supporto alla elaborazione ed alla adozione dei piani comunali o
intercomunali di protezione civile, allo scambio tempestivo di
informazioni, al coordinamento ed all'organizzazione del sistema
locale di protezione civile, per la predisposizione di tutte le
opportune misure di salvaguardia delle popolazioni e dei beni esposti
al rischio incendi;
sollecitare e sostenere i sindaci nella predisposizione e
aggiornamento dei piani comunali o intercomunali di protezione
civile, con particolare riferimento al rischio di incendi di
interfaccia, nell'elaborazione delle procedure di allertamento del
sistema locale di protezione civile, nonche' nelle attivita' di
informazione alla popolazione al verificarsi di incendi boschivi e di
interfaccia sul territorio comunale;
promuovere, oltre al rispetto delle generali norme vigenti sulla
sicurezza, l'elaborazione di specifici piani di emergenza per gli
insediamenti, le infrastrutture e gli impianti turistici anche
temporanei, posti all'interno o in stretta adiacenza di aree boscate;
definire specifiche intese ed accordi tra regioni, al fine di
poter condividere e programmare preventivamente la disponibilita' di
uomini e mezzi, in particolare del volontariato, nonche' di mezzi
aerei, da destinare ad attivita' di vigilanza e di lotta attiva agli
incendi boschivi, cosi' come a piu' generali attivita' di protezione
civile, sia in caso di eventi particolarmente intensi e dannosi che
durante i periodi ritenuti a maggior rischio.
d) Attivita' di lotta attiva agli incendi boschivi e di
interfaccia e di gestione dell'emergenza:
assicurare, d'intesa con le prefetture - uffici territoriali del
Governo e le province, la condivisione delle informazioni,
l'allertamento ed il coordinamento delle diverse forze statali e
delle componenti del sistema regionale di protezione civile, nel caso
di eventi che necessitano di un intervento quantomeno a livello
regionale;
garantire un costante collegamento tra le Sale Operative
Unificate Permanenti, di cui all'art. 7, della legge n. 353 del 2000,
e le Sale operative regionali di protezione civile, laddove non gia'
integrate, nonche' il necessario e permanente raccordo con il Centro
Operativo Aereo Unificato e la Sala Situazione Italia del
Dipartimento della protezione civile, ai fini, rispettivamente, della
richiesta di concorso aereo e del costante aggiornamento sulla
situazione a livello regionale delle emergenze derivanti dagli
incendi di interfaccia;
assicurare l'immediata attivazione, la piena funzionalita' e
l'operativita' di tipo continuativo delle Sale Operative Unificate
Permanenti con la presenza, laddove non gia' organizzate in tal senso
o integrate nelle Sale operative regionali di protezione civile, di
rappresentanti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dei Corpi
forestali e delle Forze di polizia, nonche', ove necessario, delle
altre componenti e strutture operative di cui agli articoli 6 e 11,
della legge n. 225 del 1992;
rafforzare prioritariamente l'intervento di spegnimento da terra,
con l'organizzazione e la dislocazione sul territorio di squadre
costituite da addetti specializzati, opportunamente equipaggiati,
anche appartenenti, previa specifica intesa, alle strutture operative
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo forestale dello
Stato, nonche' alle organizzazioni di volontariato;
assicurare il proseguimento della positiva esperienza dei
gemellaggi tra regioni e province autonome per l'attivita' di lotta
attiva agli incendi boschivi che, negli anni scorsi, ha consentito,
oltre che un rilevante potenziamento del dispositivo di intervento in
alcune delle aree a maggior rischio del Paese, anche un proficuo
scambio di esperienze e conoscenze tra strutture ed operatori;
assicurare la pronta attuazione delle «Disposizioni e procedure
per il concorso della flotta aerea dello Stato nella lotta attiva
agli incendi boschivi», emesse dal Dipartimento della protezione
civile, onde assicurare la prontezza, la proficuita' e la
tempestivita' degli interventi, nonche' l'impiego ottimale, dei mezzi
aerei rispetto alle tipologie di evento;
adottare tutte le misure necessarie affinche' impianti,
costruzioni ed opere che possono costituire ostacolo per il volo dei
velivoli antincendio ed intralcio alle loro attivita', siano
provvisti di segnalazione sia a terra che aeree, incrementando in tal
modo, per quanto possibile, la sicurezza dei voli della flotta aerea
antincendio;
provvedere al continuo aggiornamento delle informazioni relative
alle fonti di approvvigionamento idrico, con particolare riferimento
alla presenza anche temporanea di ostacoli al volo ed al carico
d'acqua;
definire intese e convenzioni con le Capitanerie di porto sia per
identificare e garantire aree a ridosso delle coste idonee per il
pescaggio dell'acqua a mare da parte dei mezzi aerei e sicure anche
per le attivita' di pesca e balneazione, sia per assicurare
l'eventuale intervento da mare in soccorso alle popolazioni qualora
minacciate da incendi boschivi prossimi alla linea di costa.
Va, infine, favorita la diffusione di una cultura di protezione
civile presso i cittadini, in particolare attraverso l'adozione di
strategie comunicative ed informative che mettano in evidenza le
gravi conseguenze sociali ed ambientali che derivano dagli incendi
boschivi e di interfaccia. In quest'ottica, particolarmente positiva
si e' rivelata l'esperienza dei campi-scuola per la diffusione della
cultura di protezione civile e la lotta agli incendi boschivi,
promossi dalle organizzazioni di volontariato di protezione civile
durante l'estate 2008 e che si intende favorire e sostenere anche nel
2009. A tal fine si segnala l'importanza del supporto, anche
logistico, che le regioni e le province autonome potranno assicurare
alle iniziative del progetto dei campi-scuola ed alle organizzazioni
partecipanti.
Confido vivamente nella tempestiva e puntuale ottemperanza dei
presenti indirizzi operativi, anche con il concorso di tutte le
diverse componenti istituzionali chiamate ad operare in materia a
diverso titolo, al fine di garantire il coordinamento della risposta
organizzativa ed operativa nella stagione estiva 2009.
A tal proposito, auspico che si mantenga efficace il coordinamento
tra le diverse forze messe in campo dall'Ente regionale, qualora le
competenze e responsabilita' in ordine alla previsione, alla
prevenzione ed alla lotta attiva contro gli incendi boschivi ed alla
protezione civile afferiscano, in seno ad esso, a distinte
titolarita'.
Il Dipartimento della protezione civile assicurera', come sempre,
oltre alle azioni di propria competenza, ogni assistenza e
collaborazione per il miglior successo della campagna antincendio
boschivo 2009, in particolare nei confronti della regione Abruzzo,
tenuto conto del gravoso impegno a cui l'intera struttura regionale
e' chiamata per fronteggiare l'emergenza conseguente al sisma del 6
aprile 2009.
Roma, 11 giugno 2009
Il Presidente del Consiglio: Berlusconi